W la LIBERTA’: in servitù non c’è possibilità di vivere
Non credi che questa sia l’inizio di una dittatura o quanto meno della perdita della libertà individuale? Non sei il solo: anche Helmut Ross, dimorante a Berlino, nel lontano 1933, all’apparire dei primi provvedimenti nazisti, la pensava allo stesso modo.
Si cominciò con il dire che gli Ebrei erano politicamente inaffidabili e quindi dovevano essere esclusi da cariche e funzioni pubbliche. Successivamente anche dall’esercizio della funzione di avvocato e poi da quella di consulente fiscale, di redattore e di medico. E visto che non ci sarebbe stato spazio per i medici ebrei, ai quali si vietò, da subito, di avere pazienti ariani, sembrò inevitabile e coerente chiudere l’ingresso all’università di medicina agli studenti appartenenti a quel popolo. Il divieto di esercitare la professione fu poi esteso ai Veterinari ed agli Ostetrici.
Nel 1934, il divieto di frequentare l’università fu generalizzato per tutti i “non ariani” e agli attori ebrei fu proibito di esibirsi a teatro.
Dall’esercito vennero espulsi gli ufficiali ebrei; dalle scuole pubbliche, gli insegnanti. Il Ministero dell’Istruzione del Reich espulse tutti i bambini ebrei dalle scuole pubbliche.
Con numerosi progressivi interventi, gli enti governativi, cercarono di impedire agli Ebrei di guadagnarsi il pane. Dovevano invece dichiarare le loro proprietà in vista di future confische e/o vendite ai privati ariani, a prezzi irrisori, in modo da passar in breve tempo, la maggior parte delle attività commerciali possedute dagli Ebrei in mani “Ariane”.
Tutti i passaporti dovevano recare la stampigliatura della lettera “J” (Jude – giudeo).
Nel novembre 1938, le leggi naziste proibirono agli Ebrei, oltreché alle scuole, l’accesso ai cinema, ai teatri, agli impianti sportivi, agli stabilimenti termali; il Ministero degli Interni limitò agli ebrei la libertà di viaggiare. In molte città, non potevano accedere a determinate zone definite “ariane”.
A partire dal primo gennaio 1939, tutti gli Ebrei che avessero nomi di battesimo “non ebrei” avrebbero dovuto aggiungere il nome “Israel”, e “Sara” (a seconda del sesso), in modo da sapere con chi si aveva a che fare.
Nello stesso anno, fu loro imposto di consegnare allo Stato tutti gli oggetti d’oro e d’argento, i diamanti e altri preziosi, senza alcun risarcimento.
Tutto questo avvenne con gradualità per mezzo di oltre 400 provvedimenti legislativi, tanto che il nostro Helmut Ross, si accorse soltanto cinque anni più tardi che il paese stava scivolando nella dittatura.
Un bel mattino, con sgomento, si rese conto, come si sentisse visceralmente appartenente al gruppo degli Ariani, schierato contro quello dei “non Ariani”. Si accorse di odiare con tutte le sue forze il popolo ebraico, come fosse il dovere di ogni buon cittadino tedesco, farlo. Quel giorno però aprì gli occhi e si chiese il perché di quell’odio. Non aveva ricevuto alcun sgarbo dagli Ebrei, anzi anni prima era stato aiutato da uno di loro, quando tutti gli amici Ariani, gli avevano sbattuto la porta in faccia. Si accorse di colpo come anni di propaganda del Regime, lo avessero trasformato, fino a fargli odiare persone che non avevano fatto proprio nulla per essere tanto discriminate.
Helmut Ross, pensando a tutto questo, non si capacitava, di come fosse caduto, anche lui, nella rete del dispotismo senza essersene reso conto fin dall’inizio. Adesso era troppo tardi e troppo pericoloso, reagire.
Mi dice F.P. dopo aver sentito il caso del nostro amico tedesco:
-Mi sembra che tu voglia concludere che ci siano analogie tra quello che succedeva negli Anni Trenta e quello che succede oggi, fra “vaccinati” e “non vaccinati”. Se così è, ti dico che doveva essere un bel po’ tonto questo Helmut Ross! Gli ebrei non avevano fatto proprio nulla e lo Stato non aveva alcun motivo per discriminarli. Oggi, il caso è diverso: i vaccinati mettono in pericolo la salute collettiva, ostinandosi a rifiutare il vaccino. Non sono buoni cittadini, perché non amano il prossimo.
E’ vero agli ebrei non si poteva attribuire alcuna colpa, ma il Regime con la sua martellante propaganda, era riuscito a confezionarla questa colpa. Li aveva descritti come un “corpo estraneo” che viveva a spese della nazione ospitante, avvelenando la sua cultura, impadronendosi della sua economia e obbligando alla schiavitù i suoi lavoratori, sia nell’industria che nell’agricoltura. Il messaggio veniva poi ripetuto dai professori universitari, dagli educatori in genere e, perfino, dai leader religiosi e somministrato giornalmente al popolo nel minestrone di lezioni e sermoni.
Allo stesso modo, oggi, la propaganda governativa, incessante, capillare, intesa a dividere il popolo fra “vaccinati” e “non vaccinati”, vuol far passare questi ultimi come “gli untori”, responsabili del propagarsi dell’epidemia, quando a tutti è ormai noto che non è così. Vengono premiati i cittadini buoni ed ubbidienti, portati ad esempio di quelli cattivi.
Questa propaganda condurrà una parte del popolo ad odiare l’altra, con effetti imprevedibili.
Le analogie fra ora ed allora sono evidenti.
Per quanto riguarda la perdita delle libertà garantite dalla nostra Carta Costituzionale, è sotto gli occhi di tutti. Addirittura pur in mancanza di un legge che obbliga i cittadini a vaccinarsi, si impedisce loro di utilizzare certi mezzi pubblici, di entrare nelle scuole, nei ristoranti, nei musei, nei cinema, nei cimiteri, negli ospedali ecc. ecc. E siamo soltanto agli inizi! Pensa che il Nazismo ha impiegato ben sei anni per arrivare ai campi di prigionia, aggiungendo divieti su divieti, giorno dopo giorno …
-Non vorresti mica farmi credere che anche da noi si arrivi ai forni crematori?
No di certo: oggi ci sono forme più raffinate per togliere le libertà individuali e per tenere sotto costante controllo i cittadini, rispetto a quelle cui si arrivò negli Anni Trenta.
Non saranno forme così plateali, ma sicuramente saranno efficaci, perché le dittature pur presentandosi in modi diversi, hanno tutte la medesima finalità: quella di togliere la libertà ai cittadini o limitarla quanto più possibile, allo scopo di esercitare il comando nella maniera più agevole.
La libertà è un bene preziosissimo che appartiene a tutti e va difeso, con ogni mezzo. Anche se in questo momento, tu non risenti di limitazioni ai tuoi movimenti, ma se nel tuo Paese ci sono categorie di cittadini che ne soffrono, se resterai con le mani in mano, ben presto queste restrinzioni riguarderanno anche te.